Atti convegno Associazione ICT Dott.Com 2025 con Confprofessioni

Si è tenuto venerdì 14 novembre 2025 il convegno organizzato dall’Associazione ICT Dott.Com quest’anno con Confprofessioni Piemonte, il contributo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti  ed Esperti Contabili di Torino e la collaborazione degli Ordini Professionali (Dottori Commercialisti, Avvocati ed Ingegneri) e del Politecnico di Torino, la Guardia di Finanza, l’Agenzia dell’Entrate, l’Ispettorato del Lavorol’Unione Industriali di Torino, Abi ed il patrocinio della Regione Piemonte.

Parlare di fronte alla magnifica Aula dell’Energy Center del Politecnico di Torino, è stata fonte di emozione e di grande apprendimento per ciascun relatore. Un successo che “viviamo” negli sguardi di approvazione, negli apprezzamenti e nelle strette di mano finali delle persone, nei messaggi di ringraziamento, nella stima delle Istituzioni che arricchiscono la nostra giornata formativa con contenuti interessanti e riflessioni innovative. Anche quest’anno la “magia” si è ripetuta e dunque è stata una giornata che è “volata” all’insegna della conoscenza e di profondi valori etici e morali.

A tutti i partecipanti sia in presenza che da remoto da tutta Italia, dunque, va il nostro più vivo ringraziamento e l’invito ad essere sempre così vicini e presenti ai nostri convegni.

Poter rendere forti ed indipendenti le persone è per noi forma di sostegno alla sostenibilità sociale, come educazione volta anche a prevenire la devianza ed alla migliore tutela delle persone, oltre che lotta contro tutte le forme di molestie e violenze e di ostacoli non sempre visibili presenti nella società moderna. Saper utilizzare la tecnologia nel rispetto dei diritti e delle libertà delle persone costituisce un impegno morale oltre che di conformità alle norme che la governano.

Siamo convinti che la tecnologia possa essere ben governata da persone istruite a comprenderne pregi e limiti ed anche utilizzata a fine di bene per prevenire rischiosità in diversi campi.

Come sempre, la Presidente Paola Zambon ha dato inizio ai lavori e tra i saluti istituzionali segnaliamo in particolare quello apportato dal:

– Vice Rettore per la qualità Politecnico di Torino prof. Stefano Berrone ci ha dato il benvenuto ed ha comunicato che l’IA è molto importante per il Politecnico di Torino, sia dal punto di vista tecnico che etico, poiché è uno strumento che fornisce diverse opportunità ma che occorre anche saper utilizzare al meglio. L’Associazione ICT Dott.Com ringrazia ed è onorata di portare sempre avanti il Protocollo stilato con il Politecnico di Torino;

– Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, ha rivolto un particolare apprezzamento sia alla dr Paola Zambon che all’avv. Stefano Tizzani, oltre ai promotori dell’iniziativa ed al coinvolgimento del Dr Agostino Ghiglia (Garante per la protezione dati personali) su queste tematiche. Inoltre, ha apportato un apprezzato intervento rimarcante l’importanza dell’affrontare gli strumenti che la modernità ci fornisce tramite l’educazione digitale, per permettere di evitare abusi o violazioni e di effettuare un percorso educativo corretto anche per i più giovani.

– il Generale Giovanni Avitabile – Generale di Divisione – Comandante Regionale Piemonte-Valle d’Aosta della Guardia di Finanza, ringraziando per l’invito, ha evidenziato l’interesse del Corpo anche su I.A. ed ha ricordato che ciò che le forze di polizia fanno nel territorio fisico lo devono fare anche in quello virtuale. Ha altresì apportato il proprio apprezzamento in merito alla riflessione su tematiche inerenti i rischi e sulle opportunità che la tecnologia possa offrire anche in tema di prevenzione e contrasto di ciò che non dovrebbe avvenire sia sul territorio che sul modo virtuale.

– il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate del Piemonte, Guido Isolabella, ringraziando per l’invito, ha rilevato che l’Agenzia delle Entrate ha l’esigenza di reprimere l’evasione fiscale ed al contempo tutela la privacy del contribuente, fornendo anche diversi servizi a disposizione del contribuente, come ad esempio, la dichiarazione dei redditi pre-compilata o lettere di compliance per sanare anticipatamente alcune anomalie. L’IA attualmente viene utilizzata solo per analizzare le attività di contrasto alle frodi per quanto riguarda l’Agenzia ed è di consueto sempre garantito il controllo umano;

. Confprofessioni (rappresentato dal dr Marco Natali) e Confprofessioni Piemonte (rappresentato dal dr Walter Cavrenghi) hanno evidenziato i cambiamenti degli studi professionali che si stanno accorpando e, trattando anche di formazione professionale, ritengono che l’IA sia uno strumento da sapere gestire al meglio, pertanto, plaudono l’iniziativa co-organizzata e soprattutto la Presidente Zambon per aver saputo cogliere prima degli altri argomenti importanti e così utili nel quotidiano;

– gli Ordini professionali ed in particolare quello dei Dottori Commercialisti e degli Avvocati e degli Ingegneri di Torino, che hanno tutti ringraziato in particolare la nostra Presidente per il grande lavoro organizzativo e la sempre preziosa collaborazione con la nostra Associazione (ma vi è stato anche il saluto  dei Consulenti del lavoro che, presenti ed apprezzando il convegno, hanno comunicato che il mercato spesso non comprenda bene limiti degli strumenti di IA con difficoltà nel rilevare l’attività frutto di IA e quella derivante dal professionista, ritenendo anche loro, necessaria perciò la diffusione di educazione digitale). Si evidenzia che molti professionisti appartenenti ad altri Ordini Professionali erano presenti al convegno, pertanto, in occasione di questa nota di commento agli atti approfittiamo per ringraziare anche gli Ordini Professionali dei Medici, dei Notai, dei Veterinari, degli Psicologi e degli Psichiatri.

Si è dato così inizio lavori cui ripartiamo una breve sintesi per ciascun relatore congiuntamente al materiale (slide) che ha concesso di mettere a disposizione:

  1. Forme di abuso e violenza delle quali ogni persona può esserne coinvolta

Questa sessione è stata inserita per educare all’indipendenza personale e per comprendere quali siano le dinamiche tipiche di violenza ed abuso nelle relazioni interpersonali.

Il dottor Maurizio Alliani – Medico veterinario comportamentalista in Torino, Anmvi Piemonte, ha introdotto l’argomento rilevando l’interessante esistenza di una validità scientifica riconosciuta che correla il maltrattamento sugli animali d’affezione (pet) con la violenza domestica, mostrando correlazioni tra abusi sugli animali e violenza di coppia o su minori o altre forme di violenza familiare. Denunciare la crudeltà sugli animali può perciò aiutare altre potenziali vittime. In particolare, veterinari, dentisti e parrucchieri sono stati identificati come le tre professioni che hanno maggiori probabilità di incontrare donne maltrattate. Tra gli adolescenti che maltrattano gli animali, vi è un’alta correlazione tra violenza da adulto e l’iniziazione in ambienti malavitosi. In contesti abusanti, gli animali possono altresì manifestare alterazioni comportamentali e/o alterazioni somatiche. i comportamenti di disagio o aggressività del pet possono essere campanelli d’allarme.

L’avvocato Stefano Tizzani ha proseguito con un’analisi di sintesi sui principali reati previsti dal Codice Penale (slide qui) evidenziando che sia la violenza domestica che la cyberviolenza condividono la stessa logica di controllo e potere. Ha apportato un utile sintesi del quadro normativo distinto in condotte penalmente rilevanti per chi si trova in una relazione affettiva (anche non risultando convivente) o meno, anche derivanti da utilizzo scorretto della tecnologia (es. diffusioni di immagini sessualmente esplicite relative al partner e destinate a rimanere private, revenge porn) anche artificiale (es. deepfake).

La dr Teresa Cammara, psicologa e psicoterapeuta, ha trattato di violenza psicologica ed in particolare della manipolazione psicologica che ci può essere in tutte le relazioni personali: affettive, lavorative, amicali, genitoriali ricordando come questa si possa sviluppare nel tipico schema di funzionamento degli stessi manipolatori effettivi chiarendo e che non tutti siano tali pur possedendone alcune caratteristiche (“alcuni sono solo imbecilli”) ed invitando ad evitare di rimanere in rapporti tossici (“a volte, l’unico modo per vincere, è lasciare la partita”).

La dr Alessandra Taraschi – Medico di medicina generale in Torino, FIMMG Piemonte, ha raccontato un esempio di un caso clinico seguito per evidenziare che il medico di famiglia possa fungere da sentinella per la prevenzione della violenza e femminicidi, evidenziando anche alcuni tipici campanelli di allarme e fornendo un utile lista di campanelli d’allarme.

  1. Educazione digitale, Privacy, AI literacy e violenza invisibile: cosa può fare la tecnologia

Questo convegno è stato progettato nella primavera 2025 quando ancora nessuno trattava di IA literacy soprattutto per gli utilizzatori né rimarcava le problematiche derivanti da potenziali violenze invisibili nella società. (Tutto ciò è stato ulteriormente apprezzato soprattutto nel post convegno).

Nell’atteso intervento, la Presidente Paola Zambon ha introdotto alle tematiche inerenti l’AI literacy, la privacy e la violenza invisibile. Non si discute sull’utilità della tecnologia né sull’IA ma è importante, a suo avviso, comprendere che le persone ed i professionisti, che la usano come strumento, spesso non hanno ricevuto l’alfabetizzazione necessaria per farlo.

Le attuali proposte di riforma normativa che provengono dall’Europa sono certamente da monitorare: rivoluzionano a la normativa in tema di privacy a partire dal concetto stesso di dato personale, proprio perché alcuna parte dell’IA (es. LLM, IA generativa, deep learning) non è stata progettata seguendo i canoni europei. Ora si prevede, non solo il cambiamento della nozione di dato personale ed una rivoluzione nel diritto fondamentale alla protezione dati personali ma, anche se da un lato, si trattasse solo dell’abolizione del registro dei trattamenti dati personali, non sembrano essere stati considerati derivati e collegabili aspetti relativi all’accountability (es. come si fa a creare una DPIA senza registro?) ed all’effettiva tutela dei diritti e delle libertà delle persone, dall’altro si propone di aumentare, sulla base di altre norme in bozza, la tutela della gestione algoritmica nell’uso di IA e di controlli a distanza per il personale dipendente in azienda. Ciò crea un evidente ed ulteriore paradosso che la nostra Associazione ICT Dott.Com, come sempre per prima in Italia a rilevare tali aspetti, invece ha rimarcato. Eppure va rimarcato che l’IA ha necessità di essere compresa anche dal punto di vista tecnico per essere normata e ciò non sembra essere ancora avvenuto. L’alfabetizzazione in tema di IA sarebbe inoltre necessaria per tutti, utilizzatori compresi, ma raramente è messa in opera ed è perlopiù volta solo a conoscere le regole operative, più raramente quelle tecnico-giuridiche e pressochè mai quelle cognitive ed etiche. Per il professionista che usa IA generativa occorre anche comprendere che vi è necessità di dotarsi di adeguata compliance preventiva, concomitante e successiva l’utilizzo stesso. La Presidente Zambon, pertanto, ha presentato un inedito e prezioso schema per permettere la comprensione del quadro di adempimenti da seguire. Ha segnalato inoltre che vi è differenza tra IA Officer e DPO (pertanto occorre prestare attenzione all’indipendenza di quest’ultimo) e che è sempre più emergente la figura dell’ethical AI Officer ed ha ricordato che nel mog 231 occorre evitare le falsità. In chiusura, ha poi ricordato il concetto sociologico di violenza invisibile che di consueto è riferito alle relazioni interpersonali, proponendo un’inedita estensione possibile a quello algoritmico e sistemico in assenza di consapevolezza e di regolamentazione adeguata, fornendone alcuni esempi riepilogati nelle slide. Per tutti, ritiene infine utile suggerire una periodica “digital detox” da qualsiasi dispositivo, ricordando i problemi di salute mentale che sono stati rilevati recentemente soprattutto relativamente a professionisti e giovani, non solo in Europa.

Il dr Agostino Ghiglia (Autorità Garante per la protezione dati personali) ha inviato i ringraziamenti all’Associazione ICT Dott.Com ed a Confprofessioni Piemonte ed a tutte le istituzioni e i professionisti riuniti per aver promosso questo momento di confronto. Ha rilevato che la consapevolezza digitale sia una competenza essenziale: aiuta a valutare quando la tecnologia sostiene la persona e quando, invece, può condizionarla. Il dato e la sua tutela è parte integrante della protezione della dignità e della libertà. In questo percorso, l’educazione civica digitale svolge un ruolo fondamentale: consente di interpretare correttamente il funzionamento degli strumenti, di riconoscerne limiti e implicazioni e di orientarne l’uso in modo responsabile. Come sempre la nostra Associazione è onorata di collaborare con l’Autorità Garante per la protezione dati personali e riporta il plauso del pubblico alla lettura del messaggio.

Il Prof. Marco Mellia del Politecnico di Torino ci ha aggiornato su tutti gli ultimi attacchi di phishing ricordando che lo scopo è sovente quello di prelevare indebitamente soldi a chi è vittima di attacchi. Proteggere i dispositivi è dunque di vitale importanza anche se alcuni ancora non mettono il PIN nel proprio cellulare. Il vero problema sta nella preparazione adeguata delle persone. L’IA può essere sia utile per migliorare la sicurezza che per creare nuove minacce (ad es. la sintesi di una riunione importante effettuata da sistemi IA potrebbe essere comunque violata dunque è importante esserne consapevoli). Un contributo eccellente ed utile per tutti.

Il Capitano Davide Luzi del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Torino e Comandante della Sezione Altra Criminalità Economica della Guardia di Finanza, ha trattato dell’azione di contrasto della Guardia di Finanza alle principali e più avanzate truffe telematiche,  fornendo preziosi consigli per tutti i cittadini quando si utilizza la tecnologia di qualsiasi genere (es. anche per richiedere denaro contante da un bancomat). Il Capitano Luzi ha illustrato anche il metodo con il quale la Guardia di Finanza ci protegge dalle truffe più diffuse: seguendo le tracce lasciate dal denaro e dai dati, grazie a Reparti ed a Nuclei specializzati con figure altamente qualificate come gli esperti in “computer forensics” e “data analysis” appartenenti al Corpo. La sicurezza digitale, però, ha rimarcato non essere solo un dovere delle forze dell’ordine, ma una responsabilità condivisa dove ognuno di noi può fare la differenza. Tra i relatori più apprezzati della giornata, il Capitano ha apportato il consueto importante contributo da parte della GDF.

L’ing. Onofrio Signorile, Capo Ufficio Tecnologie e Innovazione dell’Agenzia entrate Piemonte, ha evidenziato che nel nuovo modello di acquisizione delle informazioni tributarie oltre alle fonti aperte, servono in linea generale, anche dati di qualità trattati in modo coerente, intelligibile e consistente. Poiché la rappresentazione nel mondo digitale implica una sorta di perdita di informazioni (es. si pensi ad una mappa), occorre correlare i dati in modo da evidenziare le informazioni utili per valutare il rischio (es. frode, evasione), anche con l’uso di IA per evidenziare i pattern e di metadati. Importante è l’accurata selezione delle fonti (per scongiurare la disinformazione). Tra le tutele per il cittadino l’Agenzia ha messo a disposizione informative, valutazioni di impatto, note interne per l’utilizzo di IA, formazione per il personale e servizi concreti come la dichiarazione pre-compilata. Saper comprendere e gestire i propri dati è uno strumento di cittadinanza consapevole: davvero un prezioso contributo da parte dell’Agenzia.

Il dr Angelo Serina del Direttore Ispettorato del lavoro del Piemonte rileva che spesso il controllo a distanza viene effettuato dal datore di lavoro tramite dispositivi e strumenti (es. videosorveglianza) hardware e software ma occorre ricordarsi che ciò non deve avvenire in modo indiscriminato, proprio in conformità normativa, che richiede invece delle giustificazioni motivate, tramite il ricorso al tavolo sindacale (se c’è) ed in modo subordinato all’Ispettorato del Lavoro. Le indicazioni derivanti dalla normativa sul trattamento dei dati personali impattano anche sul controllo a distanza che deve essere genericamente incidentale. Un contributo utile sia a professionisti che abbiano dipendenti negli studi professionali che alle imprese.

Per il Tavolo Ordini Professionali di Avvocati, Dottori Commercialisti ed Ingegneri di Torino, di cui fa parte anche la Presidente Zambon, l’avvocato Claudio Strata e l’Ing. Paolo Traversa hanno riportato l’analisi effettuata dal Tavolo stesso sulle rischiosità che potrebbero interessare il professionista che utilizzi in modo maldestro tali strumenti. Ignorare infatti le norme applicabili all’utilizzo di un sistema di I.A. (es. IA Act, Legge 132/2025, GDPR) e fidarsi ciecamente del fornitore di sistema di IA non comportano l’esclusione della responsabilità del professionista che utilizza un sistema di I.A.. I colleghi hanno così evidenziato i principali rischi e quali domande porsi e quale documentazione produrre, in un intervento prezioso ed utile per tutti i professionisti.

La dr Laura Marengo dell’area Legale e Compliance di Unione Industriali Torino, ha ringraziato la Presidente per mettere sempre in rete  tutti gli stakeholders per l’evento annuale dell’Associazione ICT Dott.Com considerata ormai una “best practice” anche del nostro territorio piemontese. La maggior parte delle imprese del territorio come in Italia sono pmi: se sono strutturate tentano di adottare compliance integrata per non duplicare costi. L’eccessiva produzione normativa e gli stessi investimenti richiesti dalla compliance integrata sarebbe benvenuta una semplificazione. Concorda sul fatto che eliminare il registro dei trattamenti o pensare di eliminare i principi privacy by design e by default non sembrino essere la corretta via per semplificare la vita alle pmi ma per tutelare peggio i diritti delle persone. Vi deve essere adeguata formazione per l’utilizzo di strumenti di IA anche per evitare violazioni indesiderate (es. di trattamento di dati personali, di segreti commerciali, di diritto d’autore, ecc.) nonché “procedurine” interne che ne descrivano l’utilizzo, anche per scongiurare i danni reputazionali. L’educazione digitale deve partire dalle scuole ma arrivare anche alle aziende.

———————————————————————————————————-

SESSIONE DEL POMERIGGIO: Consapevolezza per indipendenza ed enforcement

La sessione pomeridiana è stata dedicata al rafforzamento dell’indipendenza della persona.

La Presidente Paola Zambon, anche nel ruolo di Vicepresidente del Comitato Pari opportunità dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di Torino ha aperto i lavori sul tema della violenza economica.

Su indicazione del prof. Christopher Cepernich, sociologo, che non ha potuto presenziare per questioni personali all’evento, ha riassunto il suo messaggio. Tra le violenze invisibili, già introdotte durante la mattinata, vi è anche quella economica, che il professore definisce “dispositivo simbolico” di potere. La tossicità si manifesta con la commistione tra reale dipendenza affettiva e cultura asimmetrica tra le parti (es. “ti amo quindi mi occupo io di tutto”). Il denaro diventa così strumento di controllo segnando chi conta e chi ne dipende e la società che dà valore a chi ha successo dal punto di vista economico ne aggrava il quadro. Il riconoscimento della dignità dell’individuo dovrebbe esserne invece sganciata. Pertanto, occorre interrompere i meccanismi culturali che rendono invisibile la violenza economica.

Federico Moine e Maria Carmela Ceravolo, Dottori Commercialisti facenti parte del Comitato Pari opportunità ODCEC Torino assieme alla Vicepresidente del Comitato stesso, Paola Zambon, hanno fornito il loro contributo in merito di definizione di violenza economica. Il Comitato ha prodotto infatti, un inedito contributo che viene diffuso per mezzo delle slide e coordinato dalla nostra Presidente, evidenziando situazione di rischiosità in azienda e ipotesi di come calcolare la rischiosità di dipendenza finanziaria e di violenza economica. I relatori hanno invece, raccontato esempi professionali di casi seguiti nei quali si potevano dedurre campanelli di allarme nel comportamento di alcuni coniugi ed evidenziato che recenti sentenze di Cassazione hanno collegato la violenza economica anche ad atti di violenza o di prevaricazione psicologica, ma che sarebbe più chiaro il concetto se vi fosse una norma specifica e ricordato per chi è vittima di violenza di genere il numero telefonico gratuito di supporto 1522.

La dr.ssa Chiara Provasoli dell’ufficio enti privati e Associazioni dell’ABI, ha illustrato cosa ha fatto ABI in tema di contrasto alla violenza economica anche in collegamento al loro obiettivo di sostenibilità di cui all’obiettivo 5 dell’agenda 2030 nella creazione di cultura e di comunicazione inclusiva. Pertanto, plaude l’iniziativa che si sposa proprio nell’ottica del lavoro in rete che l’Associazione ICT Dott.Com ha posto in essere con questo convegno poiché anche ABI ritiene essenziale lavorare in rete per raggiungere questi obiettivi. La violenza economica concorda sia una forma di violenza invisibile e dunque ABI con metodi diversi (formazione, webinar, guide, ecc.) e con partners diversi (es. banche, associazione dei consumatori) per creare consapevolezza sull’indipendenza economica anche con messaggi chiave nei progetti “Tu non sei sola” o la “Guida alla violenza economica” ABI) e più di recente con il progetto “una donna, un lavoro, un conto”. La dottoressa ha anche ricordato un’utile lista di domande da porsi per comprendere se si è sulla via dell’indipendenza ed ha evidenziato il decalogo ABI sull’utilità di avere un conto personale:

  1. possibilità di monitorare in autonomia entrate e uscite.
  2. semplificare la gestione del proprio denaro, permettendo di versarlo e prelevarlo rispetto alle proprie necessità e ai propri obiettivi.
  3. tenere traccia dei contributi a spese condivise.
  4. effettuare pagamenti e ricevere accrediti.
  5. trasferire denaro verso familiari e amici e in qualsiasi parte del mondo.
  6. utilizzarlo per far accreditare il proprio stipendio e ricevere i pagamenti che spettano.
  7. fungere da primo momento di relazione con la banca, utile nel tempo per accedere ad altri servizi di deposito, risparmio, finanziamento o investimento sulla base degli obiettivi da raggiungere.
  8. poter scegliere, tra le diverse tipologie di conto offerte dalla banca, quella più adatta alle proprie esigenze e possibilità economiche.
  9. avere la possibilità, se le esigenze cambiano, di chiudere il conto, aprirne un altro o spostarlo presso un’altra banca, senza vincoli irreversibili.
  10. custodire con attenzione tutti i codici di accesso ai servizi online, documenti d’identità, PIN delle carte e strumenti di pagamento collegati al conto, per tenere sempre in sicurezza il proprio denaro

Il notaio Paolo Smirne tratta del diritto della parte vulnerabile che di consueto è quello di genere. L’approccio focalizzato sulle norme imperative prevalendo sul patto tra le parti potrebbe risultare eccessivamente paternalistico, dunque occorre analizzare caso per caso. Il notaio illustrando diverse ipotesi di casi potenzialmente concreti ha evidenziato che la tutela della parte vulnerabile si fonda su un doppio binario tra norme imperative che garantiscono un certo affidamento ed i contratti condizionati o atipici che seppure espressivi di autonomia non possono derogare ai nuclei protettivi dell’ordinamento. Un utile e prezioso contributo per tutte e tutti.

La psicologa e psicoterapeuta Teresa Cammara è intervenuta a riepilogare i segnali psicologici da violenza economica invitando inoltre a parlare di soldi (anche in momenti di relax o durante un aperitivo) e soprattutto di come gestirli al meglio, argomento spesso non troppo dibattuto dal genere femminile anche per questioni di pregiudizi di genere ma anche per carenza culturale o familiare. Un modo simpatico anche per evidenziare che spesso il denaro è argomento tabù.

Il pomeriggio è proseguito con un’altra tematica: la violenza assistita in famiglia e sul come prevenire la devianza sociale.

La dr Angelica Salvadori, medico di medicina generale, ha illustrato il significato della violenza assistita in famiglia evidenziando che lo stress provocato sui minori a causa di tali comportamenti violenti, possono comportare problemi di crescita, di autostima e di empatia e di sensi di colpa, ansia e frustrazione, disturbi del sonno e di alimentazione oltre che di difficoltà nelle relazioni sociali. Vi sono varie forme di prevenzione (i relatori del convegno hanno evidenziato durante la giornata anche settori meno noti come quelle di violenza economica o digitale) e la dottoressa ha anche illustrato molto bene il quadro strategico italiano. Il medico di medicina generale, pertanto, può essere molto importante anche per la rilevazione precoce della violenza.

Il dr Gianpiero De Marzi, psichiatra e neuro-psichiatra infantile, rileva che le categorie socialmente privilegiate di consueto denunciano con fatica situazioni di violenza. Evidenzia che in Italia ci sono, purtroppo, solo due centri di soccorso di violenza sessuale (Torino e Milano). È importante garantire la certezza della pena per la vittima, ma secondo il relatore anche la speranza della cura per il colpevole. Spesso l’omertà di chi assiste a violenza, non solo non protegge, ma fortifica il potere di chi agisce la violenza ed altrettanto spesso l’abusante è stato a propria volta abusato quando era minore.

L’avvocato Claudio Strata racconta il caso che ha seguito di un giovane, vittima da anni di violenza assistita. Il padre, dopo aver bevuto molto, insultava e minacciava la moglie e i figli e si era diretto verso un cassetto contenente coltelli. Il figlio è stato costretto a difendersi uccidendolo. Il brillante avvocato ha raccontato la difficoltà nel raccontare le prove di questa violenza assistita che è stata anche riconosciuta essere un disturbo post traumatico da stress che aveva reso oltremodo fragile il ragazzo. Occorre intensificare la prevenzione e sensibilizzare l’opinione pubblica per intervenire soprattutto a supporto dei giovani quando non sia troppo tardi.

Segue un dibattito tra i relatori. A conclusione lavori, la Presidente Paola Zambon ribadisce che ognuno di noi può o potrebbe avere momenti di fragilità e vulnerabilità ma dovrebbe esserne consapevole, lavorare su sè stesso ed essere messo nelle condizioni di diventare indipendente ed avere il coraggio di cambiare. Serve formazione adeguata, sia nell’educazione emotiva delle persone che nell’uso della tecnologia. La società deve supportare tali percorsi che aiutino proprio a diventare “più forti di qualsiasi dipendenza” ed al contempo deve evitare che le norme consentano che in alcuni eventi” l’uomo cessi di essere persona e diventi cosa”.

Tra gli applausi di chi ha trascorso l’intera giornata al convegno, a nome dell’Associazione ICT Dott.Com e di Confprofessioni viene così conclusa la giornata congressuale.

——————————————————————————————————————–

Ulteriori informazioni

Ciascun autore è responsabile per il contenuto originale (testo, immagini, video e quant’altro sia rappresentato) delle proprie presentazioni qui diffuse nel sito dell’Associazione ICT Dott.Com. (È stata altresì effettuata un’opera di coordinamento per garantire coerenza normativa, accuratezza ed affidabilità dei contenuti ma non si esclude la presenza di imprecisioni, errori o refusi non intenzionali). Inoltre si ricorda che il diritto d’autore è collegato a ciascun relatore.

Si ringraziano infine segreteria e colleghi della Taxlawplanet per il supporto organizzativo; Il Sole 24 ore in qualità di media partner e Confprofessioni Piemonte per aver offerto ai partecipanti anche un ottimo servizio di catering.

Segnaliamo che vi sono professionisti iscritti ad albo professionale che si sono collegati da remoto e che abbiano omesso di indicare a quale albo professionale appartengono. I loro nominativi saranno comunicati agli Ordini professionali corrispondenti solo quando invieranno i chiarimenti del caso via mail. Onde agevolarli, potranno inviare una mail a social at taxlawplanet.net. Per tutti gli altri invece confermiamo di aver provveduto a comunicare i dati relativi alla maturazione dei crediti formativi agli Ordini indicati. Grazie sin d’ora per la comprensione e gentile collaborazione.

————————————————————————————————————————

Vi segnaliamo inoltre gruppi tematici gratuiti in Linkedin:

– Se si desidera essere aggiornati in tema di GDPR:

Iscriversi anche al “Data Protection’s corner

– Se si desidera essere aggiornati in tema di parità di genere, diversità, inclusione, pari opportunità e sostenibilità a sostegno del trattamento equo e meritorio per qualsiasi genere:

Iscriversi anche a Donne di talento al top